Come il protagonista di "Alta Fedeltà", un gradevole racconto di Nick Hornby, mi metto anch'io a compilare assurde top five di canzoni pop.
Una cosa che mi ha sempre incuriosito è il numero di canzoni con riferimenti temporali.
Quindi non potevo esimermi dal partire da qui.
Mi limito a quelle che citano giorni della settimana ed ecco qui la Top Five.
5)Elton John- Saturday night's alright for fighting.
Il buon Elton si scatena in un rock'n roll terribilmente macho, in cui si parla di teddy boys,moto, risse con coltelli e bevute di birra. Hai capito il nostro Reginald?
4) The Clash- Police on my back
Un classico reggae trasformato in un anthem punk.
correndo di lunedì martedì mercoledì giovedì...con la polizia alle calcagna.Che vita dura!
3) The Bangles- Manic Monday
Scritta (anzi "penned") da quel mezzo (in tutti i sensi) genio di Prince una canzoncina tanto carina quanto sfiziosa-
E' soltanto un altro lunedì maniacale.
Pare che i Lunedì non piacciano a nessuno, non solo a Susanna Hoffs, ed infatti...
2) The Boomtown Rats- I don't like Mondays
Non mi piacciono i lunedì , questo quello che dichiarò una ragazza americana dopo aver compiuto una strage "pre-Columbine" in un edificio scolastico.
E a chi piacciono i lunedì? Forse solo a qualche pensionato.
Però non è il caso di metterla giù così dura.
Anyway, splendida canzone del non ancora benefattore Bob Geldof.
1) Billy Bragg- Wishing the days Away
Piccol capolavoro del grande Billy, una canzone malinconica, ma non triste, sul tempo che ci separa dall'incontrare la persona che amiamo: a cosa pensare se non all'omicidio di Kennedy e quisquilie del genere?
Capolavoro, ok, ma perché piccolo?
(sorry no video for that)
venerdì, luglio 17, 2009
lunedì, luglio 13, 2009
L'Ultima di Beppe Grillo

Notiziola fresca di giornate e pure divertente è quella di Beppe Grillo che ha deciso di correre per il posto di presidente del Partito Democratico, asserendo tra le altre cose, che il PD è morto, fa schifo etc etc, insomma i soliti smelonamenti grilliani.
Chi mi segue ( ovvero quei due tre amici che la pensano come me, come disse un mio "wannabefriend" invidioso) sa come la penso sul PD, che trovo, molto semplicemente, un guazzabuglio di cose alquanto inconciliabili tra loro e per giunta gestito in modo decisamente masochistico.
Detto questo però non credo che la salvezza del PD, e tantomeno della Sinistra, e tantomeno del Paese, possa venire dal signor Beppe Grillo e nemmeno dai suoi accoliti.
tra l'altro per poter concorrere bisogna
1) essere iscritti
2) avere la candidatura sottoscritta da almeno 1500 iscritti
infine
3) bisogna essere votati
L'unica cosa rilevante di questa boutade è perché il Grillo l'abbia fatta.
vediamo un po'...
a) colpo di sole
banale e non fa tutto sto caldo, con buona pace dei fanatici del riscaldamento globale
b) Marketing, pubblicità
E' da un po' che nessuno mi caga, si sarà detto il Grillo, facciamo qualche stronzata per occupare le pagine dei giornali. E' una motivazione, ma non la principale.
c) Rompere le palle.
Il che sarebbe anche una cosa interessante, avrebbe un suo perché e una sua dignità, se inteso in senso situazionista.
Ma credo che la cosa sia di questo tipo: io dico che mi presento, loro risponderanno che non è una cosa seria (e difatti non lo è ) mi impediranno di partecipare e io potrò dimostrare quanto è antidemocratico e chiuso il PD.
Penso che la motivazione principale sia questa, e credo che quelli del PD farebbero bene ad accettare la sfida, a porsi in gioco, e a vedere se il Grillo ha veramente qualcosa da dire o se è solo un bluff.
Ma è precisamente quello che, dalle prime dichiarazioni, non sono affatto disposti a fare.
Ed intanto Tremonti prepara un nuovo scudo fiscale, ovvero una sanatoria per gli evasori...
martedì, luglio 07, 2009
Papi e la crisi economica
Di tutta questa faccenda di Papi Silvio, delle sue amichette a pagamento, dei festini e degli scandali vari, (che non sono solo gossip, ma metafora di quello che è l'Italia attuale)c'è un aspetto che nessuno, per quanto ne so, ha sottolineato.
Senza fare della becera dietrologia, ma vi siete chiesti perché queste cose sono venute fuori adesso? Insomma c'è qualcuno che crede che "Papi Silvio" abbia iniziato 6 mesi fa con questo tipi di attività?
Difficile da pensare e credere.
Mi viene in mente la vicenda di Diego Maradona, fuoriclasse argentino in forza al Napoli che, nella primavera del 1991 venne trovato positivo al test antidoping per uso di cocaina. Circolavano da tempo voci sul giocatore e le sue abitudini, e si sapeva che non solo lui, ma diversi dei suoi compagni di squadra avevano frequentazioni pericolose con ambienti in cui certe sostanze erano di casa, almeno dal 1988.
E allora perché solo nel 1991 Maradona fu trovato positivo alla cocaina?
Molto probabilmente perché ormai aveva stufato con le sue bizze, costava più di quanto ormai non rendesse (la cocaina non migliora, ma semmai peggiora le prestazioni sportive) e l'unico modo per liberarsene era la via "legale" insomma uno scandalo che lo tagliasse fuori.
In un certo senso anche Berlusconi è un fuoriclasse, di cosa fate voi, di certo è uno che è difficile scalzare dalla sella, e forse qualcuno sta cercando di toglierli la sella da sotto il sedere, di disfarsene come successe al fuoriclasse Diego
NOn sto pensando di certo al simpatico Franceschini.
Le prime proteste per le candidature velinare sono state di Alessandra Mussolini, e , a seguire, una fondazione vicina al Presidente della camera Fini.
E' quindi da ambienti in qualche modo vicini (ma non troppo) al Premier che è venuta la prima scintilla.
Quali possono essere le ragioni di questo, diciamo così , "complotto".
Innanzitutto la ormai inesistente credibilità del Premier all'Estero, iche significa scarsa credibilità di tutto il nostro paese.
Poi, anche il fatto che il governo sembra completamente incapace, e quasi disinteressato, nell'affrontare col dovuto rigore la crisi economica, che si fa ogni giorno peggiore, è una ragione importante, peraltro strettamente collegata a quella successiva.
L'unica stategia, ma io la chiamerei tattica, del governo sulla crisi è stata prima di negare che ci sia, poi che fosse grave, poi ancora accusare di disfattismo e catastrofismo chiunque denunciasse, seppur in modo timido,la situazione.
Ancora oggi Tremonti delirava di una situazione ottimale sul piano occupazionale.
Berlusconi e i suoi ministri sembrano quell'addetto stampa di Saddam che assicurava che gli americani stavano per essere sconfitti mentre le sagome degli Tank USA comparivano sullo sfondo.
In questa situazione di totale disastro non c'è da stupirsi che qualcuno, pezzi della maggioranza, settori della confindustria e della imprenditoria italiana, forse anche qualche alleato di oltreoceano, pensino di sbarazzarsi dell'ingombrante miliardario ridens (o scopens)un po' come, mutate le mutande, successe con il duce del fascismo il 25 luglio del 1943.
Staremmo a vedere, ma qualcosa mi dice che la parabola di Berlusconi abbia iniziato la fase discendente.
Ps
Credo anche che questo sarà l'ultimo post "di un certo tipo" prima delle vacanze. ne farò degli altri, ma ho proprio voglia di staccare da temi impegnati e rilassarmi un po'.
Me lo merito in fondo.
Senza fare della becera dietrologia, ma vi siete chiesti perché queste cose sono venute fuori adesso? Insomma c'è qualcuno che crede che "Papi Silvio" abbia iniziato 6 mesi fa con questo tipi di attività?
Difficile da pensare e credere.
Mi viene in mente la vicenda di Diego Maradona, fuoriclasse argentino in forza al Napoli che, nella primavera del 1991 venne trovato positivo al test antidoping per uso di cocaina. Circolavano da tempo voci sul giocatore e le sue abitudini, e si sapeva che non solo lui, ma diversi dei suoi compagni di squadra avevano frequentazioni pericolose con ambienti in cui certe sostanze erano di casa, almeno dal 1988.
E allora perché solo nel 1991 Maradona fu trovato positivo alla cocaina?
Molto probabilmente perché ormai aveva stufato con le sue bizze, costava più di quanto ormai non rendesse (la cocaina non migliora, ma semmai peggiora le prestazioni sportive) e l'unico modo per liberarsene era la via "legale" insomma uno scandalo che lo tagliasse fuori.
In un certo senso anche Berlusconi è un fuoriclasse, di cosa fate voi, di certo è uno che è difficile scalzare dalla sella, e forse qualcuno sta cercando di toglierli la sella da sotto il sedere, di disfarsene come successe al fuoriclasse Diego
NOn sto pensando di certo al simpatico Franceschini.
Le prime proteste per le candidature velinare sono state di Alessandra Mussolini, e , a seguire, una fondazione vicina al Presidente della camera Fini.
E' quindi da ambienti in qualche modo vicini (ma non troppo) al Premier che è venuta la prima scintilla.
Quali possono essere le ragioni di questo, diciamo così , "complotto".
Innanzitutto la ormai inesistente credibilità del Premier all'Estero, iche significa scarsa credibilità di tutto il nostro paese.
Poi, anche il fatto che il governo sembra completamente incapace, e quasi disinteressato, nell'affrontare col dovuto rigore la crisi economica, che si fa ogni giorno peggiore, è una ragione importante, peraltro strettamente collegata a quella successiva.
L'unica stategia, ma io la chiamerei tattica, del governo sulla crisi è stata prima di negare che ci sia, poi che fosse grave, poi ancora accusare di disfattismo e catastrofismo chiunque denunciasse, seppur in modo timido,la situazione.
Ancora oggi Tremonti delirava di una situazione ottimale sul piano occupazionale.
Berlusconi e i suoi ministri sembrano quell'addetto stampa di Saddam che assicurava che gli americani stavano per essere sconfitti mentre le sagome degli Tank USA comparivano sullo sfondo.
In questa situazione di totale disastro non c'è da stupirsi che qualcuno, pezzi della maggioranza, settori della confindustria e della imprenditoria italiana, forse anche qualche alleato di oltreoceano, pensino di sbarazzarsi dell'ingombrante miliardario ridens (o scopens)un po' come, mutate le mutande, successe con il duce del fascismo il 25 luglio del 1943.
Staremmo a vedere, ma qualcosa mi dice che la parabola di Berlusconi abbia iniziato la fase discendente.
Ps
Credo anche che questo sarà l'ultimo post "di un certo tipo" prima delle vacanze. ne farò degli altri, ma ho proprio voglia di staccare da temi impegnati e rilassarmi un po'.
Me lo merito in fondo.
martedì, giugno 30, 2009
Il golpe in Honduras e lo strabismo dei media
In queste ore in Honduras sta succedendo qualcosa di molto grave, che non succedeva da tempo. Un golpe militare per rovesciare un presidente democraticamente eletto ed impedire il diritto di voto nel referendum costituzionale ai cittadini onduregni.
Di quel paese, come di molti altri, non si hanno notizie particolareggiate e di solito, quando si parla di Latinoamerica, i media fanno colore e dicono sciocchezze, quando non fanno della vera e propria disinformazione.
I massmedia hanno riportato la (falsa) notizia secondo cui il presidente Zelaya voleva fare un referendum per farsi rieleggere, sul modello di Chavez, che in Occidente è considerato un demonio.
In realtà le cose sono ben differenti: Zelaya voleva riformare la costituzione, scritta nel 1982 quando vi era una dittatura, e per far questo aveva indetto un referendum consultivo, che avrebbe casomai dato un parere non vincolante sulla eventuale convocazione ed elezione di una assemblea costituente che avrebbe quindi creato una nuova costituzione.
Si tratta di un processo di tipo democratico per nulla differente da quello che abbiamo avuto in Italia dopo la fine del regime fascista, del tutto legittimo, anzi, direi necessario.
Il golpe sta impedendo questo, ma i cittadini onduregni stanno andando a votare e manifestando, nonostante la repressione, il taglio della elettricità, la chiusura dei giornali.
I nostri mass-media, che si stanno stracciando le vesti per l'Iran, la brutale repressione etc etc,( a ragione per carità) non solo stanno dando scarsa rilevanza a quanto accade, ma addirittura stanno rovesciando le frittata, cercando di far passare l'idea che in fondo il presidente se l'è cercata (vero, se disturbi le oligarchie, quelle ti fanno un colpo di stato, naturale!) che è Chavez che minaccia la guerra (falso: Chavez ha detto che avrebbe difeso la sua ambasciata che è stata assalita, insieme ad altre, dai golpisti) ed addirittura ci si spinge a simpatizzare per il golpista Micheletti, con la patetica motivazione che sarebbe italiano e "tifoso dell'Atalanta" (sic!).
Lo si chiama addirittura presidente, nonostante non sia riconosciuto da nessuno, nemmeno gli USA, che si sono distanziati, almeno ufficialmente, dal Golpe, e quindi è da ritenersi, casomai, un usurpatore a tutti gli effetti.
Purtroppo non è la prima volta che i media occidentali ed italiani dimostrano un totale strabismo davanti a fatti del tutto simili, guardando solo in una direzione ed utilizzando pesi e misure rigorosamente diversi a seconda dei paesi.
Per quanto mi riguarda, come sono dalla parte degli Iraniani che difendono i loro diritti sono altrettanto dalla parte degli Onduregni che difendono la loro democrazia
Di quel paese, come di molti altri, non si hanno notizie particolareggiate e di solito, quando si parla di Latinoamerica, i media fanno colore e dicono sciocchezze, quando non fanno della vera e propria disinformazione.
I massmedia hanno riportato la (falsa) notizia secondo cui il presidente Zelaya voleva fare un referendum per farsi rieleggere, sul modello di Chavez, che in Occidente è considerato un demonio.
In realtà le cose sono ben differenti: Zelaya voleva riformare la costituzione, scritta nel 1982 quando vi era una dittatura, e per far questo aveva indetto un referendum consultivo, che avrebbe casomai dato un parere non vincolante sulla eventuale convocazione ed elezione di una assemblea costituente che avrebbe quindi creato una nuova costituzione.
Si tratta di un processo di tipo democratico per nulla differente da quello che abbiamo avuto in Italia dopo la fine del regime fascista, del tutto legittimo, anzi, direi necessario.
Il golpe sta impedendo questo, ma i cittadini onduregni stanno andando a votare e manifestando, nonostante la repressione, il taglio della elettricità, la chiusura dei giornali.
I nostri mass-media, che si stanno stracciando le vesti per l'Iran, la brutale repressione etc etc,( a ragione per carità) non solo stanno dando scarsa rilevanza a quanto accade, ma addirittura stanno rovesciando le frittata, cercando di far passare l'idea che in fondo il presidente se l'è cercata (vero, se disturbi le oligarchie, quelle ti fanno un colpo di stato, naturale!) che è Chavez che minaccia la guerra (falso: Chavez ha detto che avrebbe difeso la sua ambasciata che è stata assalita, insieme ad altre, dai golpisti) ed addirittura ci si spinge a simpatizzare per il golpista Micheletti, con la patetica motivazione che sarebbe italiano e "tifoso dell'Atalanta" (sic!).
Lo si chiama addirittura presidente, nonostante non sia riconosciuto da nessuno, nemmeno gli USA, che si sono distanziati, almeno ufficialmente, dal Golpe, e quindi è da ritenersi, casomai, un usurpatore a tutti gli effetti.
Purtroppo non è la prima volta che i media occidentali ed italiani dimostrano un totale strabismo davanti a fatti del tutto simili, guardando solo in una direzione ed utilizzando pesi e misure rigorosamente diversi a seconda dei paesi.
Per quanto mi riguarda, come sono dalla parte degli Iraniani che difendono i loro diritti sono altrettanto dalla parte degli Onduregni che difendono la loro democrazia
martedì, giugno 23, 2009
La lezione dei ragazzi iraniani
Confesso la mia ignoranza sull'Iran e su quanto sta succedendo in quel paese,
Parlo di ignoranza nel senso che dell'iran so, più o meno, quello che sanno tutti, ovvero molto poco.
Di quel paese so che c'era una dittatura filoamericana, quella dello Scià, che dopo una rivoluzione incruenta, fu sostituita da una dittatura del clero scita, guidata dal principio dall'Ayatollah Komeini, dittatura che dura tutt'oggi, anche dopo la morte di komeini.
Questa dittatura, o se preferiamo regime, non è monolitica, ma consente una certa dialettica interna, tanto che ogni tanto ci sono delle elezioni con diversi concorrenti.
Che questa dialettica, per quanto limitata all'interno dei confini ideologici della "repubblica islamica" non sia puramente di facciata lo dimostra in fondo anche quanto sta accadendo, anche se quanto sta accadendo non mi è affatto chiaro.
Ci sono stati dei brogli elettorali? E se sì ( e ormai pare confermato persino da fonti interne al regime) quanto hanno influito sul risultato finale? quanto sono stati decisivi? E perché l'opposizione riformatrice, sapendo come funzionano le cose, non si è mossa prima, chiedendo l'invio di osservatori internazionali?
Ed infine, quale sbocco possono avere le proteste?
Non mi piace per nulla Admenijhad (o come cavolo se ciama), ma diffido anche del suo avversario, di uno che manda (in)-coscientemente i propri seguaci "al martirio" mentre lui sta al calduccio mi viene istintivamente da diffidare, anche perché, alla fin della fiera, condivide con il suo avversario la stessa cultura di fondo, le stesse responsabilità e, probabilmente, la stessa brama di potere.
Temo molto che i ragazzi ed i giovani che scendono nelle strade siano strumentalizzati per giochi di potere che poco o nulla hanno anche vedere con le loro idee, con le loro ispirazioni, con la loro voglia di libertà.
Ma nonostante ciò, anzi forse proprio per questo, non posso che simpatizzare per loro, non posso che ammirare il loro coraggio e la magnifica ostinazione con cui sfidano il regime.
Non posso non sperare che la loro protesta disperata possa sortire qualche effetto.
Tra chi usa solo bastoni e violenza e chi usa la propria ragione e la propria voglia di libertà la scelta è obbligata.
Non posso che ammirare chi rischia la propria vita, la propria gioventù, e si mette in gioco fino alle estreme conseguenze.
I giovani iraniani stanno dando a tutti noi, ormai assuefatti a tutto e molli come fichi, una grande lezione civile ed umana.
Una lezione di dignità e di libertà.
Ascoltiamola....
Parlo di ignoranza nel senso che dell'iran so, più o meno, quello che sanno tutti, ovvero molto poco.
Di quel paese so che c'era una dittatura filoamericana, quella dello Scià, che dopo una rivoluzione incruenta, fu sostituita da una dittatura del clero scita, guidata dal principio dall'Ayatollah Komeini, dittatura che dura tutt'oggi, anche dopo la morte di komeini.
Questa dittatura, o se preferiamo regime, non è monolitica, ma consente una certa dialettica interna, tanto che ogni tanto ci sono delle elezioni con diversi concorrenti.
Che questa dialettica, per quanto limitata all'interno dei confini ideologici della "repubblica islamica" non sia puramente di facciata lo dimostra in fondo anche quanto sta accadendo, anche se quanto sta accadendo non mi è affatto chiaro.
Ci sono stati dei brogli elettorali? E se sì ( e ormai pare confermato persino da fonti interne al regime) quanto hanno influito sul risultato finale? quanto sono stati decisivi? E perché l'opposizione riformatrice, sapendo come funzionano le cose, non si è mossa prima, chiedendo l'invio di osservatori internazionali?
Ed infine, quale sbocco possono avere le proteste?
Non mi piace per nulla Admenijhad (o come cavolo se ciama), ma diffido anche del suo avversario, di uno che manda (in)-coscientemente i propri seguaci "al martirio" mentre lui sta al calduccio mi viene istintivamente da diffidare, anche perché, alla fin della fiera, condivide con il suo avversario la stessa cultura di fondo, le stesse responsabilità e, probabilmente, la stessa brama di potere.
Temo molto che i ragazzi ed i giovani che scendono nelle strade siano strumentalizzati per giochi di potere che poco o nulla hanno anche vedere con le loro idee, con le loro ispirazioni, con la loro voglia di libertà.
Ma nonostante ciò, anzi forse proprio per questo, non posso che simpatizzare per loro, non posso che ammirare il loro coraggio e la magnifica ostinazione con cui sfidano il regime.
Non posso non sperare che la loro protesta disperata possa sortire qualche effetto.
Tra chi usa solo bastoni e violenza e chi usa la propria ragione e la propria voglia di libertà la scelta è obbligata.
Non posso che ammirare chi rischia la propria vita, la propria gioventù, e si mette in gioco fino alle estreme conseguenze.
I giovani iraniani stanno dando a tutti noi, ormai assuefatti a tutto e molli come fichi, una grande lezione civile ed umana.
Una lezione di dignità e di libertà.
Ascoltiamola....
sabato, giugno 20, 2009
La voce di Shakira
Quando sono un po' giù
quando sono incazzato
quando sono triste
Quando ne ho le scatole piene di tutto e tutti.
C'è una cosa che mi tira su
Una cosa che mi dà la forza, che mi rilassa, che mi dà la carica.
Questa cosa è la voce di Shakira
Una voce che sembra aver viaggiato sulle ali di un condor, e aver scavalcato le montagne andine, aver varcato gli oceani, superato i deserti. le steppe e le foreste per arrivare fino a me.
Una voce che esprime amore, sentimento, passione, rimpianto, tristezza ed allegria, speranza e nostalgia.
E tutto il dolore, la rabbia. la malinconia, tutto l'orrore del mondo,tutta la stupidità e la miseria umana svaniscono .
E rimane solo la sua voce
la voce di Shakira.
quando sono incazzato
quando sono triste
Quando ne ho le scatole piene di tutto e tutti.
C'è una cosa che mi tira su
Una cosa che mi dà la forza, che mi rilassa, che mi dà la carica.
Questa cosa è la voce di Shakira
Una voce che sembra aver viaggiato sulle ali di un condor, e aver scavalcato le montagne andine, aver varcato gli oceani, superato i deserti. le steppe e le foreste per arrivare fino a me.
Una voce che esprime amore, sentimento, passione, rimpianto, tristezza ed allegria, speranza e nostalgia.
E tutto il dolore, la rabbia. la malinconia, tutto l'orrore del mondo,tutta la stupidità e la miseria umana svaniscono .
E rimane solo la sua voce
la voce di Shakira.
mercoledì, giugno 17, 2009
A proposito di leader Arabi
Parliamo della visita del Colonnello Gheddafi in Italia, ricevuto in gran pompa magna dal Sultano locale, che ha avuto incredibili onori, compresa la Laurea Honoris Causa (non è ben chiara quale sia questa Causa per cui abbia ricevuto la Laurea, ma vabbé, non credo sia importante), e di cui si sono cantate le lodi, senza che nessuna voce, o quasi, si levasse ad infrangere tale unanimisimo.
Avendo ormai i miei annetti, e non essendo ancora del tutto rincoglionito, mi sono ben ricordato di come la stampa italiana, nonché i politici, trattavano Gheddafi a metà circa degli anni 80.
Gheddafi allora era considerato un dittatore sanguinario, un pazzo pericoloso, un terrorista ed uno squilibrato al limite dello psicopatico. non c'era un attentato od un fatto di sangue relativo al Medio Oriente di cui i Media e i politici non incolpassero, direttamente od indirettamente, il Rais libico.
All'epoca il leader arabo più affidabile veniva indicato quasi unanimemente nella figura di un certo Saddam Hussein, leader incontrastato di un paese, l'Iraq, di cui si sapeva poco, ma che doveva essere un gran bel paese, dal momento che veniva retto da una persona che i nostri giornali indicavano come il "presidente Laico dell'Iraq", quindi non un fanatico religioso, ma anzi uno che si opponeva, armi in mano, al fanatismo islamico, che aveva nell'Iran la più evidente realizzazione.
In effetti l'Irak di Saddam era talmente affidabile che aveva aggredito l'Iran, e sostenuto da un po' tutti i paesi occidentali, prometteva di far crollare "l'odioso regime degli Ayatollah".
Mi viene in mente anche un piccolo aneddoto: qualche anno dopo, ma non troppi, ebbi l'occasione di ascoltare un ottimo cronista di esteri, Maurizio Chierici, il quale raccontò di un suo viaggio in Irak, di quello che aveva visto, e di come i suoi reportage critici verso la politica ed i metodi di Saddam risvegliarono l'attenzione addirittura di un Ministro dell'epoca, che scrisse al suo giornale(il Corriere della Sera, mica un gazzettino qualsiasi) per lamentarsi del tono critico degli articoli, e per ricordare che l'Irak era un importante partner commerciale del nostro paese, per cui, con buona pace della libertà di informazione, certe cose era meglio non scriverle.
Poi i tempi sono cambiati: Saddam fece lo sbruffone invadendo il Kuwait, e passò da "leader laico e moderato" a "pericoloso dittatore, probabilmente pazzo". per poi fare la fine che sappiamo (insieme peraltro ad almeno mezzo milione dei suoi compatrioti, cosa che ci siamo tutti scordati un po' troppo facilmente).
Gheddafi invece moderò la sua politica,scomparve per un po' dall'attenzione dell'opinione pubblica mondiale, e dopo l'11 settembre si affrettò prima a condannare il terrorismo e poi a distruggere le sue "armi di distruzione di massa" che mai aveva avuto.
E adesso, l'ex pazzo ormai rinsavito, viene ricevuto con tutti gli onori e nessuno ricorda più i vecchi trascorsi.
I motivi di questo rovesciamento: sempre gli stessi" La Libia è un importante partner commerciale del Nostro Paese"
Come dicevano gli antichi Romani "pecunia non olet".
Ma il sangue versato dagli innocenti , quello, invece, odora ancora.
Avendo ormai i miei annetti, e non essendo ancora del tutto rincoglionito, mi sono ben ricordato di come la stampa italiana, nonché i politici, trattavano Gheddafi a metà circa degli anni 80.
Gheddafi allora era considerato un dittatore sanguinario, un pazzo pericoloso, un terrorista ed uno squilibrato al limite dello psicopatico. non c'era un attentato od un fatto di sangue relativo al Medio Oriente di cui i Media e i politici non incolpassero, direttamente od indirettamente, il Rais libico.
All'epoca il leader arabo più affidabile veniva indicato quasi unanimemente nella figura di un certo Saddam Hussein, leader incontrastato di un paese, l'Iraq, di cui si sapeva poco, ma che doveva essere un gran bel paese, dal momento che veniva retto da una persona che i nostri giornali indicavano come il "presidente Laico dell'Iraq", quindi non un fanatico religioso, ma anzi uno che si opponeva, armi in mano, al fanatismo islamico, che aveva nell'Iran la più evidente realizzazione.
In effetti l'Irak di Saddam era talmente affidabile che aveva aggredito l'Iran, e sostenuto da un po' tutti i paesi occidentali, prometteva di far crollare "l'odioso regime degli Ayatollah".
Mi viene in mente anche un piccolo aneddoto: qualche anno dopo, ma non troppi, ebbi l'occasione di ascoltare un ottimo cronista di esteri, Maurizio Chierici, il quale raccontò di un suo viaggio in Irak, di quello che aveva visto, e di come i suoi reportage critici verso la politica ed i metodi di Saddam risvegliarono l'attenzione addirittura di un Ministro dell'epoca, che scrisse al suo giornale(il Corriere della Sera, mica un gazzettino qualsiasi) per lamentarsi del tono critico degli articoli, e per ricordare che l'Irak era un importante partner commerciale del nostro paese, per cui, con buona pace della libertà di informazione, certe cose era meglio non scriverle.
Poi i tempi sono cambiati: Saddam fece lo sbruffone invadendo il Kuwait, e passò da "leader laico e moderato" a "pericoloso dittatore, probabilmente pazzo". per poi fare la fine che sappiamo (insieme peraltro ad almeno mezzo milione dei suoi compatrioti, cosa che ci siamo tutti scordati un po' troppo facilmente).
Gheddafi invece moderò la sua politica,scomparve per un po' dall'attenzione dell'opinione pubblica mondiale, e dopo l'11 settembre si affrettò prima a condannare il terrorismo e poi a distruggere le sue "armi di distruzione di massa" che mai aveva avuto.
E adesso, l'ex pazzo ormai rinsavito, viene ricevuto con tutti gli onori e nessuno ricorda più i vecchi trascorsi.
I motivi di questo rovesciamento: sempre gli stessi" La Libia è un importante partner commerciale del Nostro Paese"
Come dicevano gli antichi Romani "pecunia non olet".
Ma il sangue versato dagli innocenti , quello, invece, odora ancora.
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